Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che i grandi data center di nuova realizzazione devono produrre da soli la propria elettricità. In un post su Truth Social di mercoledì 21 ottobre ha scritto che tali strutture sono «obbligate da me» a produrre la propria energia e a cedere l’eventuale surplus alla comunità locale o alla rete. Ha aggiunto che i data center diventerebbero popolari nelle loro regioni se le aziende pagassero alla comunità, o a chi ne fa parte, un dividendo, e ha sostenuto che i prezzi dell’elettricità potrebbero scendere in modo sostanziale.
Un post, non ancora una regola
Bisnow, che ha riportato il post, scrive che non è chiaro se un provvedimento esecutivo lo sosterrà, e il post non dice come l’obbligo sarebbe attuato o fatto rispettare. Non indica una soglia di potenza né una data di avvio. Finché non compare un provvedimento, la dichiarazione è un segnale di direzione e non qualcosa su cui progettare un impianto.
Si inserisce in un dibattito già in corso. Secondo Bisnow, questo mese la FERC ha respinto un tentativo di obbligare i data center collegati alla rete più grande degli Stati Uniti a portare con sé la propria generazione prima dell’allaccio. Il Ratepayer Protection Pledge dell’amministrazione, presentato a marzo, con cui le aziende tecnologiche si impegnano a coprire l’intero costo della fornitura elettrica e dei potenziamenti di rete, lascia aperta la questione di cosa significhi «intero costo».
Molti sviluppatori ci sono già
Buona parte del settore si sta muovendo in quella direzione da sola, perché gli allacci alla rete richiedono troppo tempo. Bisnow cita come esempio il campus Hyperion di Meta in Louisiana, sviluppato insieme a centrali elettriche. Gli articoli recenti su questo sito mostrano quanto la pratica sia diffusa, dal campus in Texas approvato con una propria centrale a gas alla centrale a celle a combustibile per un data center in Wyoming. Il post potrebbe spingere gli altri nella stessa direzione oppure incontrare resistenze; le fonti non lo dicono.
L’idea del dividendo riflette l’opinione pubblica. The American Bazaar riporta un sondaggio Gallup di marzo in cui il 71 per cento degli americani si dichiara contrario a un data center nella propria zona, con rumore e acqua come motivi principali. Lo stesso servizio riferisce che Amazon e Meta hanno ciascuna promesso almeno 1 miliardo di dollari alle comunità che ospitano i loro data center.
Cosa comporta produrre la propria energia
Un campus che si autoalimenta diventa proprietario di una centrale elettrica, qualunque fosse il suo ruolo in precedenza. Servono contratti di combustibile, autorizzazioni alle emissioni in aria, operatori, ricambi e un piano per quando un’unità è fuori servizio. Vendere il surplus riporta però il campus verso il gestore di rete e verso un allacciamento, quindi l’attesa per i cavi non scompare. Inoltre tutta quella generazione, che sia con motori, turbine o celle a combustibile, trasforma una buona parte del combustibile in calore che deve essere smaltito nell’aria esterna. Spazio e flusso d’aria per questo si sistemano più facilmente in anticipo, nel piano del sito, che in seguito. Per il contesto vedi data center e generazione di energia.
Fonti: Bisnow (via Yahoo), Benzinga (via Yahoo Finance), The American Bazaar
