I consumi di elettricità negli Stati Uniti segneranno nuovi record quest'anno e il prossimo: lo ha affermato la Energy Information Administration nel suo Short-Term Energy Outlook pubblicato il 6 ottobre. Come riporta Reuters, l'agenzia prevede che i consumi salgano dal record di 4.195 miliardi di kWh del 2025 a 4.288 miliardi di kWh nel 2026 e a 4.356 miliardi di kWh nel 2027. La maggior parte della crescita, secondo l'agenzia, deriva dai data center costruiti per l'intelligenza artificiale e le criptovalute, a cui si aggiungono la diffusione del riscaldamento elettrico e della mobilità elettrica.
Nel rapporto stesso l'EIA rileva che nel terzo trimestre del 2026 i consumi a livello nazionale sono stati superiori del 4 % rispetto a un anno prima. Prevede che la domanda del settore commerciale, in cui rientrano i data center, continui a crescere fino al 2027 del 2,8 % all'anno e quella industriale del 2,7 %, mentre i consumi residenziali restano sostanzialmente stabili.
I prezzi si muovono prima delle centrali
L'EIA stima il prezzo medio all'ingrosso dell'energia elettrica negli Stati Uniti a 52 dollari per MWh nel 2026, l'11 % in più rispetto al 2025. Le differenze regionali sono ampie. Nell'area PJM, tra Medio Atlantico e Midwest, i prezzi all'ingrosso dovrebbero salire del 41 %, mentre all'hub Mid-Columbia, nel Pacifico nordoccidentale, è previsto un calo del 23 %.
Nelle previsioni il gas naturale mantiene circa il 40 % della produzione elettrica statunitense e il nucleare il 18 %. Le rinnovabili passano dal 24 % del 2025 al 27 % del 2027, mentre il carbone scende dal 17 % al 15 %. L'agenzia prevede che nel 2026 la generazione elettrica consumi 37,0 miliardi di piedi cubi di gas al giorno.
Cosa significa in sito
Una rete che lavora più vicina ai propri limiti nei giorni più caldi e più freddi è lo sfondo dei numerosi impianti in sito annunciati quest'autunno, come la centrale a motori da 282 MW che Wärtsilä fornirà a un data center statunitense. Cambia anche il ruolo del gruppo elettrogeno di emergenza. Dove le utility chiedono ai grandi carichi di staccarsi dalla rete durante i picchi, i gruppi di riserva funzionano per più ore, e proprio nelle condizioni meteo che li mettono più alla prova: le ondate di calore per il sistema di raffreddamento, le ondate di freddo per l'avviamento e il combustibile.
A un impianto standby specificato per qualche prova al mese e per l'occasionale blackout può ora essere chiesto di sostenere il sito per molte ore nel momento più caldo dell'anno. Se è questo il piano, va scritto nella specifica, compresa la temperatura ambiente alla quale il raffreddamento del gruppo elettrogeno deve garantire il pieno carico.
Fonti: U.S. Energy Information Administration, Reuters tramite Carrier Management, Reuters tramite BOE Report
