Che cos’è un radiatore remoto? Raffreddamento remoto vs raffreddamento integrato nel motore

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In un piccolo gruppo elettrogeno, il radiatore è montato sul telaio del gruppo e il motore aziona la ventola. Quando le dimensioni del motore aumentano, oppure il gruppo viene collocato all’interno di un edificio, di un container o di un impianto affollato, tale configurazione non dispone più di spazio e aria sufficienti. Il sistema di raffreddamento viene quindi separato dal gruppo e collocato altrove – su un tetto, accanto all’edificio, su una piattaforma in acciaio – sotto forma di radiatore dotato di ventole elettriche autonome. Si tratta di un radiatore remoto. Questa guida spiega di cosa si tratta, in cosa differisce dal tipo montato sul motore e quali fattori determinano la scelta dell’una o dell’altra soluzione in un progetto.

Un radiatore che sta in piedi da solo

Un radiatore remoto è una serpentina alettata racchiusa in un involucro d’acciaio, dotata di ventilatori elettrici che ne fanno circolare l’aria ambiente al suo interno, collegata al motore tramite tubazioni del liquido di raffreddamento. È dotato di un proprio telaio, di gambe o di una base, di motori per i ventilatori e di un proprio sistema di alimentazione, solitamente alimentato dal gruppo elettrogeno o dal quadro elettrico dell’impianto. La pompa del motore fa circolare il liquido di raffreddamento verso il radiatore e ritorno; laddove il percorso delle tubazioni è lungo o in quota, viene aggiunta una pompa ausiliaria o un serbatoio di compensazione, in modo che il motore continui a ricevere la portata e la pressione richieste dal costruttore.

In un motore con circuiti separati per la camicia d'olio e l'aria di sovralimentazione, un radiatore esterno ospita entrambe le serpentine in un unico alloggiamento, ciascuna con i propri collegamenti. I circuiti rimangono separati, proprio come nel motore stesso.

A distanza o montato sul motore

Il radiatore montato sul motore vince in termini di semplicità. Non c’è nulla da cablare, non serve una base separata e il sistema di raffreddamento è già incluso nel set. La sua ventola, però, gira alla velocità del motore indipendentemente dal carico o dalle condizioni meteorologiche, trae la propria potenza dall’albero motore e deve aspirare tutta l’aria di raffreddamento attraverso il vano motore.

Portare il radiatore all’esterno modifica ciascuno di questi aspetti. La velocità delle ventole elettriche è regolabile, quindi nelle notti fresche o a carico parziale rallentano, consumano meno energia e producono meno rumore. La sala macchine necessita di aria solo per la combustione e la ventilazione, il che consente di ridurre le dimensioni delle feritoie e dei condotti. Inoltre, il radiatore può essere collocato in un punto in cui l’aria è pulita, dove l’aria calda in uscita non ritorni verso la presa d’aria e dove il rumore sia più facilmente tollerabile. Il costo aggiuntivo è rappresentato dalle tubazioni, dal cablaggio e da una seconda struttura da installare.

Orizzontale o verticale

Un radiatore remoto orizzontale prevede che la serpentina sia posizionata in piano con le ventole sopra o sotto di essa, e l’aria sale verso l’alto. È la scelta più comune su terreni aperti e sui tetti: l’aria calda esce direttamente verso l’alto, allontanandosi dalla presa d’aria, e diverse unità possono essere disposte una accanto all’altra. Un radiatore remoto verticale posiziona la serpentina sul bordo e soffia l’aria lateralmente. È adatto a un lotto stretto, a una linea di muro o a un sito in cui l’aria deve uscire in una sola direzione, ma lo scarico deve essere tenuto libero da edifici e dall’unità adiacente, altrimenti il radiatore inizia a aspirare la propria aria calda.

Un radiatore a V rappresenta una terza configurazione, con due file di serpentine inclinate l’una verso l’altra sotto una griglia di ventilazione. Offre un’ampia superficie in uno spazio ridotto ed è comune nelle centrali elettriche di grandi dimensioni. La scelta della configurazione più adatta dipende dallo spazio disponibile, dal vento, dai vicini e dai limiti di rumore più che dal motore stesso.

Quando un progetto sposta il sistema di raffreddamento all’esterno

I motivi più comuni sono le dimensioni, il rumore e lo spazio. Un motore di grandi dimensioni richiede una bobina e una quantità d’aria maggiori di quelle che il telaio del gruppo può sostenere. È più facile rispettare un limite acustico rigoroso al confine della proprietà utilizzando ventilatori elettrici a bassa velocità posizionati nel punto giusto piuttosto che con un ventilatore a motore all’interno di un locale. Gli impianti containerizzati e quelli installati negli edifici raramente dispongono dello spazio necessario per il percorso dell’aria richiesto da un ventilatore montato sul motore. Inoltre, i data center, gli ospedali e le centrali elettriche tendono a preferire ventilatori a velocità regolabile collegati ai sistemi di controllo dell’impianto, caratteristica che solo un’unità remota è in grado di garantire.

TECS Engineering progetta e realizza radiatori remoti con configurazioni orizzontali, verticali e a V per gruppi elettrogeni diesel e a gas e centrali elettriche a motore. Inviateci la scheda tecnica del motore, i dati ambientali del sito e uno schizzo della posizione in cui potrà essere collocato il radiatore, e vi proporremo la configurazione più adatta.

In sintesi

  • Un radiatore dotato di ventole elettriche proprie, posizionato a una certa distanza dal motore
  • Collegati tramite tubazioni del liquido di raffreddamento; in caso di tratti lunghi o in quota potrebbe essere necessaria una pompa o un serbatoio di compensazione
  • I ventilatori a velocità regolabile si adattano al carico e alle condizioni meteorologiche
  • La sala macchine necessita solo di aria per la combustione e per la ventilazione
  • Orizzontale per terreni scoperti e tetti, verticale per lotti stretti, a V per piante di grandi dimensioni
  • Scelto in base alle dimensioni, ai limiti acustici, allo spazio disponibile e al controllo delle piante
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Cosa inviare con una richiesta

  • Scheda tecnica del motore, ovvero la potenza termica, la portata e le temperature di ciascun circuito
  • Condizioni ambientali del sito nel giorno più caldo, a pieno carico, in base all'altitudine e all'umidità
  • Dove può essere posizionato il radiatore: tetto, terra, piattaforma e lo spazio disponibile
  • Tratto di tubazione dal motore al radiatore, compreso il dislivello
  • Limite acustico e punto di misurazione
  • Alimentazione del ventilatore, requisiti di controllo e classe di corrosione del sito
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Domande frequenti

Che cos'è un radiatore remoto?

Un radiatore dotato di ventole elettriche proprie, posizionato a una certa distanza dal motore – sul tetto, accanto all’edificio o su una piattaforma – e collegato al motore tramite tubazioni del liquido di raffreddamento.

In che cosa si differenzia da un radiatore montato sul motore?

Sul gruppo elettrogeno è montato un radiatore integrato nel motore, la cui ventola è azionata dal motore stesso. Il radiatore remoto è dotato di un telaio proprio e di ventole elettriche, la cui velocità può essere regolata e che possono essere posizionate dove lo consentono i limiti relativi all’aria e al rumore.

Un radiatore a distanza necessita di una pompa propria?

Spesso, però, è la pompa del motore a far circolare il liquido di raffreddamento. Quando la tubazione è lunga o il radiatore si trova molto più in alto rispetto al motore, si ricorre all’aggiunta di una pompa ausiliaria o di un serbatoio di espansione.

È meglio scegliere l'orientamento orizzontale o quello verticale?

La disposizione orizzontale è adatta a terreni aperti e tetti, poiché l’aria calda tende a salire e ad allontanarsi. La disposizione verticale è indicata per appezzamenti stretti e linee di muro, a condizione che lo scarico laterale abbia spazio libero davanti a sé.

È possibile raffreddare entrambi i circuiti del motore con un unico radiatore remoto?

Sì. Un radiatore LT/HT remoto presenta due serpentine separate in un unico alloggiamento sotto un unico gruppo di ventole, in modo che i circuiti della camicia d’acqua e dell’aria di sovralimentazione rimangano separati.

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